8.12.12

-le strade che fanno sognare.

Ho sceso di corsa ogni mattina 

(alcune volte di corsissima) 

(ed altre anche a salire)

per andare a scuola

queste strade.






ma non solo io.

spesso J.J. con me.

la mia amica.

e minuti e minuti prima,

il Sommo.







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Pedamentine a Napoli: Le strade che fanno sognare





La Pedamentina (da pedemontanus, ai piedi della collina) è un complesso sistema pedonale di suggestive discese e gradinate che collega la zona collinare di Posillipo o del Vomero fino al centro storico e al mare. Sono itinerari affascinanti o panoramici, per buoni camminatori, ideali per riscoprire angoli dimenticati della città senza dover prendere mezzi di locomozione.
Da via Tito Lucrezio Caro, nei pressi del parco Virgiliano, scende, ai piedi della collina di Coroglio, fino al mare, dove c’è la Gaiola (dal napoletano caiola, grotta ). La strada è tortuosa, a volte stretta e ripida e un po’ lunga ma è percorsa attivamente da tantissimi giovani tutto l’anno e diventa un luogo comune per i bagni in estate. I gradini scavati nel tufo si snodano tra la macchia mediterranea e l’antico borgo di case, dove sorgono, tra l’altro, importanti resti archeologici di epoca romana.

Calata san Francesco inizia a via Belvedere e taglia via Aniello Falcone e via Tasso, raggiungendo il Corso Vittorio Emanuele, e di qui, scende a via Riviera di Chiaia, di fronte allaVilla Comunale. La strada, così denominata perché conduce dal Vomero alla chiesa con l’annesso convento di San Francesco degli Scarioni, è lineare e dritta fino alla fine.
Pedamentina di San Martino è tra i più antichi camminamenti della città. Con i suoi 414 scalini collega la Certosa di San Martino al centro storico della città, sul Corso Vittorio Emanuele, dietro l’ospedale militare, da cui poi si intraprendono le rampe di Montesanto. Suggestivo e panoramico percorso che vale la pena intraprendere almeno una volta, ma per le ragazze è sconsigliato aggirarsi per la strada da sole, soprattutto se di sera. Per non perdere il fascino della discesa è meglio andare in compagnia.
Le Rampe del Petraio prendono il loro nome dalla consistenza pietrosa del territorio su cui sono nate. Come molte altre rampe storiche della città, anche queste affondano le loro radici tra il ‘500 e il ‘600. Furono edificate per collegare il Vomero al “nuovo” quartiere di Chiaia e partono da via Annibale Caccavello per scendere al Corso Vittorio Emanuele, all’altezza della chiesa di S. Carlo alle Mortelle. Da qui, poi, vi è una doppia possibilità di proseguimento: o i gradoni di S. Maria Apparente, la salita Vetriera e le successive rampe Brancaccio, che portano nel cuore della Napoli più elegante: via dei Mille e via Filangieri; oppure i gradoni di Chiaia, che portano appunto a via Chiaia.

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